Oggi è il gran giorno dei calendari di Seconda categoria. Il Cru infatti ha invitato tutte le 80 società di Seconda categoria per presentare direttamente ai dirigenti i calendari dei cinque gironi (e la composizione degli stessi). La cerimonia avrà luogo alle ore 10.30 presso il Park Hotel di Ponte San Giovanni. PRESENTE !
venerdì 14 agosto 2009
giovedì 13 agosto 2009
venerdì 7 agosto 2009
INIZIO STAGIONE 2009/2010

Saranno 3 i fuoriquota obbligatori nel prossimo campionato di Promozione. La decisione dalle società e dal Comitato Regionale. Un fuoriquota in più rispetto agli ultimi anni: un 89 un 90 e un 91.Almeno per il momento dovrebbe rimanere tutto invariato negli altri campionati. Sempre nell'assemblea di ieri sono state ipotizzate anche le date della prossima stagione che verranno ufficializzate nel prossimo consiglio direttivo del C.R.U. L'Eccellenza comincerà Domenica 6 Settembre e chiuderà Domenica 18 Aprile.Si giocherà anche l'8 Dicembre il 6 Gennaio. Il campionato di Promozione, I e II Categoria cominceranno il 20 Settembre e termineranno il 25 Aprile. Coppa Italia al via il 6 Settembre.
lunedì 3 agosto 2009
IL LIBRO DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE
Parlare di Jorge Valdano significa rimandare la mente alle immagini di un atleta, un uomo alto, elegante, potente nella corsa e nel salto, goleador padrone delle difese avversarie. Un grande attaccante del Real Madrid e campione del Mondo con l’Argentina di Maradona nel 1986. Ma Valdano è stato un calciatore particolare, un calciatore che leggeva i classici sudamericani ed europei, da Borges a Garcia Marquez, da Calderon de la Barca a Camus, poco amato nel suo ambiente, guardato con distacco dai cosiddetti intellettuali.
Ora Valdano è uno scrittore vero, che parla di calcio come pochi altri, con un linguaggio, con una capacità descrittiva che si sommano alle sue conoscenze sportive e letterarie. Un narratore di calcio che sa coglierne gli aspetti più profondi, più curiosi, ma soprattutto più poetici. Gianni Mura, che ne ha curato la prefazione, suggerisce di iniziare la lettura di“Il sogno di Futbolandia” partendo dal post scriptum che chiude il libro: “Vorrei che coloro che mi hanno insegnato a sognare sapessero che io continuo a farlo. E che non ho intenzione di smettere.”E’ il sogno di un calcio che deve continuare a essere poesia, dai campetti dalle linee immaginarie e le porte fatte con camicie sudate, fino alle grandi platee metropolitane. Un sogno che nasce dal compimento di grandi imprese: per qualcuno vincere un campionato del mondo, per altri continuare con passione a incantare i pochi spettatori su uno sperduto campo della Patagonia. Personaggi famosi o sconosciuti, non ha importanza se non se ne conosce il volto, se non se ne saprà mai il nome, ciò che veramente conta è che in ognuno di loro viva l’anima di uno sport che rischia di non essere più bellissimo. Vincere è importante, più importante è come si vince, perché anche il calcio può essere un’arte.“In una partitella improvvisata in strada, di colpo, c’è sempre qualcuno che inventa qualcosa, un ragazzino, magari non molto alto né molto forte, né particolarmente rapido, che trova il modo più originale per risolvere un problema. Non usa il catalogo delle soluzioni conosciute. Crea. Solo dopo potrà chiamarsi Garricha, o Romario”.Non è l’autobiografia di un calciatore, perché non è il primo libro di Valdano, è invece l’analisi di un mondo visto dall’interno, da chi ha profondamente amato soprattutto l’aspetto ludico di qualcosa che ora sembra essere solo business.L’agitazione della notte prima, la gioia o lo sconforto della notte dopo una partita; gli esordi e chi ora fa un altro mestiere, il successo e l’amicizia sincera di Maradona. Oscuri personaggi veri, degni della fantasia di Osvaldo Soriano, si alternano a nomi o eventi calcistici che ormai hanno assunto risonanza mondiale, da Obdulio Varela a Veron, da Scirea a Van Basten. Ma non è importante. Quello che in realtà conta veramente è El miedo escénico (titolo originale), la paura del palcoscenico, l’ansia di dover regalare qualcosa agli spettatori che non sia solo la vittoria.Non è un libro sul calcio, ma un libro su ciò che il calcio deve rappresentare e sulle emozioni che può dare anche a dispetto del risultato; ricco di aneddoti e curiosità ma anche di puntuali note tecniche, racconto di grandi eventi vissuti in prima persona, o piccole grandi gesta tramandate dalla memoria popolare. Sicuramente non è un libro per gli amanti della versione moderna di questo sport, quello “muscolare”, quello dell’ “importante è vincere”, fatto di raddoppi e sovrapposizioni invece che di un dribbling, di un tunnel, di un’invenzione. Non è un libro per gli esperti ma per gli appassionati del calcio. Perché alla fine di ogni partita non ci ricorderemo le percentuali del possesso palla, ma il goal di Maradona contro l’Inghilterra, la parata sulla linea di Zoff contro il Brasile, le magie impossibili di Roberto Baggio.
mercoledì 29 luglio 2009
CALCIOMERCATO 30/07/2009
MACCHIE
Il colpo è di quelli da titolo a nove colonne, perchè la neopromossa Macchie sarebbe vicina ad ingaggiare un attaccante del calibro di Federico Leandri (1980) nella passata stagione alla Nuova Virgilio Maroso.
PACIANO All. Mirko Musotti (confermato)
Colpo grosso del Paciano con la dirigenza che è riuscita ad assicurarsi il difensore Diego Luculli (1982, nella foto) l’anno scorso alla Trasimeno. Un acquisto indovinato perché va a completare il già buon organico difensivo a disposizione di mirter Musotti. Nel repèarto d’attacco invece importante conferma per il baby Andrea Della Ciana (1989), di proprietà del Chiusi, protagonista l’anno scorso in riva al Trasimeno con ben sette centri.
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martedì 28 luglio 2009
IL MODELLO PRESTATIVO DEL CALCIATORE
Oggi, grazie alle nuove tecnologie esistenti, si è in grado di definire con esattezza il modello prestativo di un calciatore.
Se per esempio prendiamo come modello di riferimento la corsa, i parametri saranno rappresentati dalla qualità e dalla quantità di corsa che il calciatore è in grado di compiere durante tutto l’arco della partita. A tale proposito è necessario tenere in considerazione le diverse caratteristiche del giocatore, il ruolo che ricopre e i movimenti che compie durante tutta la partita; questi movimenti possono essere indicati come segue:
sosta
cammino (4 km/h)
jogging (8 km/h)
corsa a bassa velocità (12 km/h)
corsa a moderata velocità (16 km/h)
corsa ad elevata velocità (21 km/h)
Sprint (30 km/h)
corsa all’indietro
Le diverse velocità di qui sopra sono state rilevate in diverse occasioni (varie partite) e mediate tra vari giocatori.
I portieri vengono considerati a parte, essendo un ruolo nettamente differente per la peculiarità della prestazione.
Dall’analisi percentuale della corsa in partita, si è arrivati alle seguenti conclusioni:
per il 17 % del tempo di gioco totale i giocatori stanno fermi;
per il 40% camminano;
per il 35% corrono a bassa velocità;
per l’8% corrono ad elevata velocità;
per lo 0,6% compiono sprint.
Da queste prime analisi risulta chiaro che un calciatore corre in media 10,8 km, con differenze che vanno dai 9 ai 14 km.
Se andiamo invece ad analizzare le diverse corse che si svolgono nel corso della partita, possiamo definire il calcio come una disciplina di tipo aerobico-anaerobico, ove la parte aerobica è rappresentata soprattutto dai periodi di recupero.
I difensori e gli attaccanti percorrono all’incirca la stessa quantità di km di corsa, con una maggiore velocità ed un maggiore numero di sprint rispetto ai centrocampisti.
Gli attaccanti sono quelli che effettuano il maggior numero di colpi di testa; i difensori compiono invece più contrasti.
Per ogni giocatore vengono fatti in media 30 passaggi e 15 intercettazioni.
Altro
I giocatori d’elite:
stazionano o camminano per più della metà dell’incontro;
corrono di più durante il primo tempo rispetto alla ripresa, ma la distanza percorsa ad alta velocità rimane mediamente invariata;
svolgono più corsa ad alta velocità rispetto ai giocatori di livello inferiore.
Ma come prepariamo allora i nostri calciatori alla luce dei dati sopra descritti?
Quando parliamo di allenamento nel calcio, non possiamo fare a meno di citare alcuni autorevoli autori:
Cramer, 1987: “Il miglior maestro per l’allenamento è la gara”.
Northpoth, 1988: “se la gara è il miglior allenamento è anche vero che un buon allenamento deve per forza avere il carattere di una gara”.
Se osserviamo un giocatore durante tutta la partita, notiamo che esso compie varie tipologie di corsa: in linea, con curve, con cambi di direzione, ecc…. Ciò ci porta a dedurre che le varie esercitazioni di corsa nel calcio dovranno porre l’accento su queste caratteristiche, ovvero: corsa in linea, con cambi di senso, cambi di direzione e quant'altro.
Il concetto tradizionale di allenamento calcistico deve essere esteso anche a tutti quei fattori che influenzano la prestazione del giocatore e che contemporaneamente incrementano lo sviluppo della prestazione nel contesto della squadra:
Se per esempio prendiamo come modello di riferimento la corsa, i parametri saranno rappresentati dalla qualità e dalla quantità di corsa che il calciatore è in grado di compiere durante tutto l’arco della partita. A tale proposito è necessario tenere in considerazione le diverse caratteristiche del giocatore, il ruolo che ricopre e i movimenti che compie durante tutta la partita; questi movimenti possono essere indicati come segue:
sosta
cammino (4 km/h)
jogging (8 km/h)
corsa a bassa velocità (12 km/h)
corsa a moderata velocità (16 km/h)
corsa ad elevata velocità (21 km/h)
Sprint (30 km/h)
corsa all’indietro
Le diverse velocità di qui sopra sono state rilevate in diverse occasioni (varie partite) e mediate tra vari giocatori.
I portieri vengono considerati a parte, essendo un ruolo nettamente differente per la peculiarità della prestazione.
Dall’analisi percentuale della corsa in partita, si è arrivati alle seguenti conclusioni:
per il 17 % del tempo di gioco totale i giocatori stanno fermi;
per il 40% camminano;
per il 35% corrono a bassa velocità;
per l’8% corrono ad elevata velocità;
per lo 0,6% compiono sprint.
Da queste prime analisi risulta chiaro che un calciatore corre in media 10,8 km, con differenze che vanno dai 9 ai 14 km.
Se andiamo invece ad analizzare le diverse corse che si svolgono nel corso della partita, possiamo definire il calcio come una disciplina di tipo aerobico-anaerobico, ove la parte aerobica è rappresentata soprattutto dai periodi di recupero.
I difensori e gli attaccanti percorrono all’incirca la stessa quantità di km di corsa, con una maggiore velocità ed un maggiore numero di sprint rispetto ai centrocampisti.
Gli attaccanti sono quelli che effettuano il maggior numero di colpi di testa; i difensori compiono invece più contrasti.
Per ogni giocatore vengono fatti in media 30 passaggi e 15 intercettazioni.
Altro
I giocatori d’elite:
stazionano o camminano per più della metà dell’incontro;
corrono di più durante il primo tempo rispetto alla ripresa, ma la distanza percorsa ad alta velocità rimane mediamente invariata;
svolgono più corsa ad alta velocità rispetto ai giocatori di livello inferiore.
Ma come prepariamo allora i nostri calciatori alla luce dei dati sopra descritti?
Quando parliamo di allenamento nel calcio, non possiamo fare a meno di citare alcuni autorevoli autori:
Cramer, 1987: “Il miglior maestro per l’allenamento è la gara”.
Northpoth, 1988: “se la gara è il miglior allenamento è anche vero che un buon allenamento deve per forza avere il carattere di una gara”.
Se osserviamo un giocatore durante tutta la partita, notiamo che esso compie varie tipologie di corsa: in linea, con curve, con cambi di direzione, ecc…. Ciò ci porta a dedurre che le varie esercitazioni di corsa nel calcio dovranno porre l’accento su queste caratteristiche, ovvero: corsa in linea, con cambi di senso, cambi di direzione e quant'altro.
Il concetto tradizionale di allenamento calcistico deve essere esteso anche a tutti quei fattori che influenzano la prestazione del giocatore e che contemporaneamente incrementano lo sviluppo della prestazione nel contesto della squadra:
Tecnica (capacità coordinative e capacità cinetiche)
Condizione (forza, velocità, resistenza e flessibilità)
Capacità psichiche
Fattori di salute, costituzionali e di predisposizione
Capacità tattico-cognitive
Capacità sociali
Un allenamento di tipo generico “puro” dovrebbe essere applicato solo in occasione di allenamenti rigenerativi, integrativi, compensativi, ecc…
Come accade nei giovani calciatori, anche gli adulti devono svolgere allenamenti che non siano troppo sbilanciati in nessuna direzione. Tale considerazione è spesso valida per l’allenamento della forza, ove frequentemente si privilegia il potenziamento di determinati distretti e l’ incremento di determinati parametri, trascurando quello che è lo sviluppo armonico dell’ organismo e la necessità di applicare con successo i miglioramenti condizionali alla pratica del gioco.
VELOCITÀ DEL CALCIATORE
Velocità percettiva: capacità di comprendere ed intervenire rapidamente durante una determinata situazione di gioco.
Velocità di anticipazione: capacità di intuire in brevissimo tempo lo sviluppo del gioco e soprattutto il comportamento dell’avversario.
Velocità di decisione: capacità di decidere rapidamente quale tra le varie azioni sia meglio scegliere ai fini di una corretta prosecuzione del gioco.
Velocità di reazione: saper reagire velocemente in relazione a situazioni di gioco imprevedibili.
Velocità motoria ciclica ed aciclica : capacità di eseguire movimenti ciclici ed aciclici, senza e con il pallone, ad elevata velocità.
Velocità d’azione : Capacità di eseguire azioni specifiche rapidamente.
Velocità di intervento: È la capacità di intervenire nel minor tempo possibile e con la massima efficienza, facendo valere tutte le qualità: cognitive, tecnico-tattiche, fisiche, ecc.
giovedì 23 luglio 2009
Prevenzione e cura : INFORTUNI MUSCOLARI
Un obiettivo della preparazione atletica è la prevenzione degli infortuni muscolari che, come abbiamo visto, rappresentano un intralcio di non poco conto per gli atleti. La migliore prevenzione si ottiene attraverso una corretta esecuzione dell'allenamento, con un'adeguata preparazione ed assistenza durante la gara ed infine con la minimizzazione dei fattori di rischio.
Fattori di rischio di infortunio muscolare:
- insufficiente preparazione: fase di riscaldamento troppo breve o inadeguata;
- allenamento insufficiente: l'allenamento deve preparare adeguatamente al carico previsto. E' perciò importante che vi sia un'ottima organizzazione dei piano di allenamento;
- squilibrio della muscolatura: in condizioni normali i muscoli tonici e fasici sono in uno stato di equilibrio funzionale,in seguito a un infortunio i muscoli fasici ( forza veloce) tendono a indebolirsi, mentre i muscoli tonici (statici) tendono ad accorciarsi. Questo equilibrio, se non viene riconosciuto, potrebbe essere causa di un elevato rischio di infortuno;
-Patologie in atto o non ancora completamente risolte:
- inadeguata guarigione da infortuni precedenti dei sistema locomotore, da patologie o focolai infettivi che possono portare ad infortuni muscolari:
- squilibrio alimentare e disidratazione: lo squilibrio dei quadro elettrolitico (magnesio, potassio, calcio e sodio) può produrre una diminuzione dell'efficacia dei gesto atletico con conseguenti crampi muscolari, ipereccitazione neuromuscolare e precoce affaticabilità;
- attrezzatura sportiva inadeguata:è importante scegliere un abbigliamento adeguato alle condizioni meteorologiche, usare scarpe consone e provare un'attrezzatura sia in allenamento che in gara.
Quando ci si trova difronte a delle lesioni muscolari si consiglia l' interruzione dell'attività ,ghiaccio o acqua fredda per ridurre la sintormatologia dolorosa; spugnature con acqua fredda o anche ghiacciata solo se non sono presenti ferite aperte bendaggi con modica tensione arto infortunato in scarico ed eventuale approfondimento diagnostico (ecografia, radiografia da Giombolini) miorilassanti carico precoce, se non evoca una sintomatologia dolorosa.
Attenzione : evitare allungamento passivo e massaggio alla muscolatura lesa nelle prime 1-2 settimane (rischio di miosite ossificante). Approccio riabilitativo Terapia conservativa Mantenere il muscolo a riposo in posizione di leggere estensione per almeno 48 ore. Esempio: la muscolatura dei polpaccio va messa in estensione dorsale a 90', per il muscolo quadricipite il ginocchio è flesso a 90', per la muscolatura ischio-crurale il ginocchio è esteso. Dopo 48 ore di riposo assoluto iniziare esercizi funzionali senza provocare dolore. Lobiettivo è quello di recuperare quanto prima l'escursione completa dei movimento.
Esercizi:
cammino corretto rispettando la soglia dei dolore, eventualmente utilizzo delle stampelle; Mobilità: iniziare subito gli esercizi di movimento attivo e passivo;
capacità di carico: aumentare progressivamente il carico; migliorare la resistenza; iniziare con poco peso, un elevato numero di ripetizioni e pause di breve durata.L'atleta si allenerà anche in modo specifico per il suo tipo di attività.
Esempi di allenamento specifico per calcio :
mantenere una stretta osservazione sul lavoro dei piedi e delle gambe);
eseguire salti con rincorse diverse (corte, lunghe, veloci, rallentate, eccetera);
stimolare i destri a lavorare anche con l'arto sinistro (e viceversa per i mancini): la coordinazione migliora notevolmente.
Carico sportivo: Aumentare progressivamente il carico; pieno carico degli arti colpiti in seguito a uno stiramento dopo 2-4 settimane, nelcaso di lesione delle fibre muscolari dopo 4-6 settimane, nel caso di una lesione dei muscolo dopo 1-2 settimane.
Tocchiamoci i gioielli di famiglia sperando che questo articolo non ci sia mai utile...
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